Giro d’ Italia Next Gen brivido sul traguardo: Donati firma la Tropea-Crotone, bracci alzate per la Maglia Rosa
Un rettilineo infinito, lungo settecento metri, dove l’asfalto di Crotone ribolle di velocità e adrenalina. Finisce come doveva finire la seconda frazione del Giro Next Gen 2026, eppure il copione scritto alla vigilia ha rischiato di saltare proprio sul più bello. Centocinquantaquattro chilometri dopo il via da Tropea, a braccia alzate ci va Davide Donati. Il velocista della Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies si impone di forza, regolando una volata caotica, nervosa, quasi febbrile.
La Calabria, tagliata da sponda a sponda dal Tirreno allo Ionio, ha regalato una giornata apparentemente lineare ma costantemente sul filo della tensione.
Il tracciato, sulla carta, concedeva pochissimo spazio alla fantasia degli attaccanti. Un solo sussulto altimetrico, la salita di Marcellinara — poco più di due chilometri e mezzo con pendenze tutt’altro che impossibili al 4,2% —, poi tanta pianura. Superato il passaggio da Pizzo e la successiva ascesa, la corsa si è trasformata in un lungo, velocissimo inseguimento. Le squadre dei velocisti hanno preso in mano le redini del gruppo fin da Catanzaro Lido, blindando la strada e imponendo un ritmo forsennato lungo i vialoni costieri che conducono a Crotone.
Poi, il finale. Un mix di calcolo e pura improvvisazione.
Mentre i treni si organizzavano per lanciare lo sprint, un brivido freddo ha corso lungo la schiena della Decathlon CMA CGM: la Maglia Rosa Kasper Haugland, per un attimo di disattenzione o per una segnalazione tardiva, ha imboccato una deviazione errata nei pressi dell’arrivo. Un errore che avrebbe potuto costargli carissimo, ma che fortunatamente non ha inficiato la regolarità della volata né la sua leadership. Haugland conserva il simbolo del primato. I big della generale restano coperti, quasi spettatori di un duello che oggi non apparteneva a loro.
La firma d’autore la mette Donati. Con uno spunto imperioso, l’italiano ha finalizzato il lavoro dei compagni, confermando una superiorità netta quando la strada si fa piatta e i motori girano al massimo dei giri. Per gli uomini di classifica, la quiete prima della tempesta: il Giro Next Gen ha appena scaldato i motori, e le montagne sono già all’orizzonte.





